Abbiamo provato Apple Music e Spotify Premium per voi, ecco chi ha vinto

Scritto da il 8 Agosto 2018

Tutti conoscerete i due servizi di streaming musicale più famosi del momento: Spotify ed Apple Music. Sono due sistemi che permettono, dietro un piccolo canone mensile, di ascoltare tutti i brani degli artisti più famosi del mondo, da qualunque dispositivo (computer, smartphone, tablet, TV).

Inizialmente sono nati come intramezzo tra il download illegale di musica, e il costo insostenibile (se in quantità eccessive) di acquisto di musica su iTunes, arrivato a 1,49€ per alcune canzoni. Ora sembra aver perso questa funzione; la musica in streaming è il punto di riferimento per tutti coloro che vogliono ascoltare musica in qualsiasi situazione, dalla corsa allo studio, dalla doccia al tragitto in macchina verso l’ufficio.

Ma il dubbio più grande, legittimo per chi si affida per la prima volta a questo mondo, è sempre lo stesso: meglio Spotify o Apple Music?

Per rispondere a questa domanda, abbiamo utilizzato entrambi i sistemi per il loro periodo di prova gratuita, per decidere quale soddisfacesse al meglio le nostre esigenze. Dopo due mesi di Spotify Premium e Apple Music, ecco tutti i nostri commenti.

Il prezzo

Il sistema di Apple, al termine dei tre mesi gratuiti, viene offerto al prezzo di 9,99€ al mese, che scendono a 4,99€ per gli studenti universitari e 14,99€ per un abbonamento per tutta la famiglia.

Spotify, dopo un mese di prova gratuita, viene offerto allo stesso prezzo di Apple Music (9,99€ al mese per tutti, 4,99€ per gli studenti universitari e 14,99€ per tutta la famiglia), con la differenza però che Spotify garantisce anche una versione free, con alcune limitazioni ed interruzioni pubblicitarie soprattutto da smartphone.

Per cui, per questo punto, Apple Music eguaglia Spotify Premium.

I dispositivi e la connettività

Spotify è l’emblema di un sistema interconnesso e usufruibile da qualsiasi piattaforma: smartphone iOS, Android e Windows Phone, computer Windows e Mac, tablet, automobili, Smart TV, PlayStation, XBOX e persino qualunque browser web. Si può utilizzare un solo dispositivo in contemporanea. Funzione interessante il fatto che si possa controllare la riproduzione musicale da un dispositivo ed ascoltare musica da un altro (utile se ad esempio collego l’iPad allo stereo di casa e io sono sdraiato sul divano: posso scegliere la musica dal mio smartphone senza alzarmi).

Apple Music è nativo ovviamente per tutti i dispositivi Apple (telefoni, orologi, tablet e computer), ma nonostante ciò è disponibile anche per smartphone Android, computer Windows e automobili. Per ora, mancano gli smartphone Windows (che comunque rappresentano una ridotta fetta di mercato), le console e le Smart TV (ad eccezione della Apple TV). Anche qui si può utilizzare un solo dispositivo in contemporanea.

Per cui, questa sfida è vinta leggermente da Spotify.

L’applicazione

Per smartphone, le applicazioni di entrambi i sistemi sono fluide. Per computer, se il sistema operativo è Windows, la storia cambia perché Apple Music è usufruibile solo tramite iTunes, storicamente lento e pesante.

Graficamente e nella ricerca, invece, a mio parere, Spotify è più intuitivo e veloce. Sa consigliarti le canzoni appena inizi a digitare.

Per cui, anche questa terza sfida è vinta leggermente da Spotify.

I consigli musicali e le playlist

Tra le caratteristiche più importanti di questi servizi, c’è sicuramente la costruzione di consigli musicali in linea con i nostri gusti, e la proposta di playlist sempre adatte a noi.

Apple Music offre una serie di playlist preimpostate e aggiornate frequentemente da esperti. Sono divise per attività (sport, relax, feste, momenti romantici…) o per generi musicali. Nonostante questo, però, servizi come questi dovrebbero avere la caratteristica di essere Learning by doing, ovvero imparare i nostri gusti giorno dopo giorno, in base ai nostri ascolti. Questo non capita in Apple Music, dove le playlist restano statiche. Un’altra caratteristica strana credo sia la poca vicinanza ai gusti italiani nelle playlist, molto più vicine ai gusti americani. È facile trovare playlist dei rapper americani e degli artisti più famosi a stelle-e-strisce, ma in questo momento dove l’indie italiano sta conquistando tutte le classifiche radiofoniche e di acquisto è incredibile non trovare una playlist di questo genere.

D’altro canto, invece, Spotify punta proprio ad affezionarsi all’ascoltatore e al cercare di proporre sempre qualcosa che possa piacere, anche novità ma sempre in linea con i pezzi preferiti. Proprio per questo, ogni giorno vengono proposti quattro Daily Mix, ovvero quattro playlist divise per generi in base ai nostri diversi gusti. Questo è il vero punto di forza di Spotify! In più, esistono tantissime diverse playlist, di Spotify ma non solo, in base a tutti i gusti e alle situazioni, davvero vicine a tutti.

Su questo punto, Spotify batte di gran lunga Apple Music.

Qualità di streaming

Nonostante le differenze siano difficilmente percepibili dall’orecchio umano, per questo punto è Apple Music a spuntarla. Infatti, il sistema di casa Apple batte (anche se di poco) Spotify Premium.

Per cui, proviamo a fare un riepilogo:


Apple MusicSpotify Premium
Prezzo✔️✔️
Dispositivi e connettività✔️✔️
Applicazione
✔️
Consigli musicali e playlist
✔️
Qualità di streaming✔️

Spotify Premium batte Apple Music 4-3. Naturalmente il nostro non vuole essere un giudizio definitivo, conoscendo Apple sappiamo che è alla costante ricerca del miglior modo per sorprendere e soddisfare i propri clienti, ma dall’altra parte ha un competitor davvero agguerrito come Spotify, osso duro.

E voi? Avete provato i due sistemi di streaming musicale? Come vi siete trovati? Fatecelo sapere!


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