Attesa: l’amore secondo Raymond Carver

Written by on 3 Dic 2018

In quanti modi possiamo esprimere ciò che proviamo per la persona amata o che si tenta di conquistare? A parer mio infiniti. Possiamo dedicarle una canzone oppure scriverle una canzone; possiamo dirglielo scrivendo una frase su un muro oppure urlarlo al mondo intero durante un concerto. Oppure possiamo semplicemente dirle “Ti amo”, senza troppi giri di parole. Ma se si è troppo timidi, non bisogna preoccuparsi. Se si vuole esprimere i propri sentimenti non c’è miglior modo che utilizzare una frase di una poesia oppure un’intera poesia. Non avremo problemi a trovarne una che parla d’amore. Basta googlare “poesia d’amore” e ti compaiono decine di migliaia di siti come “Le migliori poesie d’amori di tutti i tempi” oppure “Top 10 delle poesie d’amore del XX Secolo” e via discorrendo. Il problema sarà trovarne una che corrisponda al nostro modo di intendere l’amore. Moltissimi poeti hanno dato una loro interpretazione su questo argomento. Basti pensare a Eugenio Montale con “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”, oppure a Pablo Neruda con la sua “Non t’amo come se fossi rosa di sale”, in cui entrambi i poeti descrivono l’amore per l’amata ma in due modi differenti. Oggi però voglio parlarvi di “Attesa”, opera scritta da Raymond Carver durante la seconda metà del 1900. Per chi non lo sapesse, Raymond Carver fu uno scrittore americano vissuto tra il 1938 e il 1988. Ricevette molti riconoscimenti nell’ ambito della letteratura ed è ricordato come il capostipite del Minimalismo Letterario Americano, ovvero un ramo della narrativa statunitense in cui si prediligeva l’utilizzo di termini di uso comune per descrivere i pregi e i difetti dei protagonisti delle opere, che nella maggior parte dei casi erano persone comuni come noi, in modo che i lettori potessero immedesimarsi senza troppa difficoltà. La poesia è la seguente:

Esci dalla statale a sinistra e scendi giù dal colle.
Arrivato in fondo, gira ancora a sinistra.
Continua sempre a sinistra. La strada arriva a un bivio.
Ancora a sinistra.
C’è un torrente, sulla sinistra. Prosegui.
Poco prima della fine della strada incroci un’altra strada.
Prendi quella e nessun’altra.
Altrimenti ti rovinerai la vita per sempre.
C’è una casa di tronchi con il tetto di tavole, a sinistra.
Non è quella che cerchi. È quella appresso, subito dopo una salita.
La casa dove gli alberi sono carichi di frutta. Dove flox, forsizia e calendula
crescono rigogliose. È quella la casa dove, in piedi sulla soglia,
c’è una donna con il sole nei capelli. Quella
che è rimasta in attesa fino ad ora.
La donna che ti ama.
L’unica che può dirti:
“Come mai ci hai messo tanto?”

So che in molti, leggendo la prima parte della poesia, avranno pensato di star leggendo un testo scritto da Google Maps. E in effetti è così: sembra che Carver abbia preso una cartina stradale e abbia descritto il percorso da fare per raggiungere un luogo preciso. Lo stile utilizzato è metodico, schietto, in modo da non lasciare spazio all’immaginazione. Il poeta vuole che tu segua questa strada non dicendoti dove ti condurrà. Con la frase “Altrimenti ti rovinerai la vita per sempre.” però, ti fa capire che questa non è una gita di piacere. Lui non ti sta dicendo di seguire quella strada perché magari in fondo c’è una buona pizzeria dove mangiare e quindi se sbagli un incrocio puoi sempre tornare indietro. Su questa strada non c’è possibilità di sbagliare: se giri all’incrocio errato è finita, non si può tornare indietro. Andando avanti scopriamo perché è così importante seguire questa strada. Alla fine è presente una casa, come dice il poeta, “dove gli alberi sono carichi di frutta. Dove flox, forsizia e calendula crescono rigogliose.”. Una sorta di paradiso terrestre dove ci attende “una donna con il sole nei capelli”, quasi come a divinizzare la figura femminile e a elevarla come se fosse un angelo. Le ultime quattro frasi di questa poesia ci fanno capire che tutta la strada che abbiamo percorso, tutte le scelte prese durante il viaggio servivano per arrivare dall’amore della nostra vita, quella che non ci ha mai voltato le spalle e che è rimasta lì, ad aspettarci, sapendo che
saremmo ritornati. Carver, con questa breve poesia, vuole farci capire che l’amore supera qualsiasi confine e che
non si deteriora neanche con la lontananza. E in qualsiasi posto noi saremo, ci sarà sempre qualcuno ad aspettarci, ad attenderci sulla soglia del luogo che noi chiamiamo “casa”. Tirando le somme, credo che questa poesia sia molto particolare e che meriterebbe la vostra attenzione. Parla d’amore, è vero, e come ho detto prima ce ne sono milioni di poesie sull’argomento, ma poche riusciranno a catturarvi con così tanta semplicità e a trasmettervi un messaggio così profondo. A voi l’ardua sentenza.


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