Il capogruppo alpino Edoardo racconta la sua esperienza

Scritto da il 1 Novembre 2016

Siamo alle soglie del 4 novembre, data nella quale ricordiamo tutti i nostri caduti nella prima guerra mondiale, guerra nella quale i veri protagonisti furono gli alpini italiani. “Una vita non facile quella dell’alpino, ma che se fatta con entusiasmo porta a notevoli soddisfazione” queste le parole dette da Edoardo Colleoni, capogruppo alpini di Brusaporto, che abbiamo intervista in onore di questa ricorrenza. “Il gruppo alpini di Brusaporto è un gruppo relativamente giovane rispetto ad altri, è stato fondato nel 1958 da Rossi Giuseppe, che fu anche il primo di quattro capigruppo: Biava Arnaldo, Lussana Francesco ed io”.

Facendo due conti possiamo arrivare alla conclusione che il gruppo alpini del nostro paese si accinge a festeggiare i 60 anni di associazione, un evento che, come ha già anticipato il capogruppo, sarà ben organizzato e porterà festa grande per le vie di Brusaporto. “il gruppo nel corso del tempo è andato sempre più ingrandendosi – dice Colleoni Edoardo – tanto che, se 60 anni fa il gruppo era composto da poche decine di persone ora siamo arrivati a costituire un’associazione con 64 soci alpini e 22 amici degli alpini (ovvero persone che dedicano del loro tempo agli alpini nelle attività di volontariato)”. Infatti, le attività di volontariato, sono l’obiettivo e l’obbligo principale di ogni alpino che ha prestato giuramento.

Ovviamente una maggiore importanza e impegno sono richiesti al capogruppo, come conferma anche il Signor Colleoni: “Sicuramente è un ruolo importante e impegnativo perché ti occupa molto tempo, soprattutto per il fatto che tutta la parte burocratica delle faccende è in mano mia. È un incarico che rispetto a 30 anni fa richiede maggiore attenzione, perché noi come associazione ci siamo progressivamente allagarti e quindi di conseguenza gli impegni sono aumentati, ovviamente e fortunatamente, oserei dire”.

Per rifarci alla prima guerra mondiale abbiamo fatto un’ultima domanda al nostro capogruppo: “Rispetto a un secolo fa si è verificato un progressivo diminuire di alpini, come mai secondo te?”. Questa la risposta di Colleoni Edoardo “Beh, purtroppo è un dato che ci fa riflettere e dispiacere sicuramente, però diciamo che a parere mio tutto questo è dovuto alla mancanza della NAIA, il servizio militare obbligatorio, e quindi i ragazzi sono pochi i ragazzi che volontariamente decidono di andare ad arruolarsi. Questa è un’attività che però io rifarei cento volte!”.

Un’intervista molto semplice quella al capogruppo Colleoni Edoardo, come del resto l’essere alpino, ma che ha saputo ricordare gli anni passati.


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