Come nasce un’idea?

Scritto da il 2 Marzo 2018

Poco tempo fa mentre ero in macchina, stavo ascoltando una notizia che stavano dando alla Radio sulla straordinaria capacità dell’intelligenza artificiale che utilizza Amazon nei suoi mega magazzini per aiutare i suoi dipendenti nel trovare l’articolo da spedire oppure per gestire l’intero procedimento di impacchettamento e spedizione dei pacchi che arrivano quotidianamente in milioni di case!

Mi sono quindi fermato a riflettere un secondo e a pormi delle domande. La prima che solitamente viene spontanea a tutti è: come fa a funzionare? Ovviamente però quasi nessuno lo sa se non chi si intende di informatica o quanto meno sa di cosa si sta trattando quando si parla di intelligenza artificiale. Questa domanda però non mi ha neanche sfiorato poiché un’altra, forse più importante, mi è affiorata alla mente: chi ha progettato e scritto i codici che fanno funzionare questa macchina, come gli è venuto in mente un’idea così? E come ha fatto a farlo?

Ovviamente questa persona oltre ad aver studiato ed ad aver avuto tanta passione per un tema complicato per molti come l’informatica, ha sicuramente avuto l’idea che lo ha portato a fare ciò.

L’idea infatti è il primo passo verso quella cosa che non deve essere per forza la gloria, il denaro o la fama, ma verso la soddisfazione di se stessi, ad avere la possibilità di dire: “Io ho realizzato un qualcosa che nessun’altro è stato in grado di fare”. L’idea è quindi, oltre che il primo passo, il procedimento più importante perché senza quella tutto diventa superficiale, tutto diventa inutile e si è tornati al punto di prima.

Bisogna però sottolineare che le idee nascono con una base, nessuno si alza la mattina e ,così dal nulla, gli viene un’idea che rivoluziona il mondo, ma solo con lo studio, la passione e la voglia di fare si riesce ad arrivare a quello stato d’animo in cui ci si pongono le domande che portano ad un’idea. Bisogna quindi arrivare a comprendere di cosa c’è bisogno, che cosa bisogna cambiare e andare a colmare quella necessità con un’idea strabiliante, un’idea che magari non cambi solo il modo di pensare del presente ma anche del futuro.

Niente e nessuno può dire che la prossima persona che inventerà qualcosa di straordinario non sia tu che stai leggendo questo articolo, l’importante è crederci, mai arrendersi, non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa poiché se hai un sogno tu lo devi proteggere.

 

 

Ecco alcuni esempi di idee partite da persone comuni che hanno trovato l’idea che li ha distinti:

Trasporti

Frédéric Mazzella, che a Parigi, nel Natale 2003 doveva raggiungere i suoi genitori a Vandea, ma in treno non c’era più posto. Prega la sorella di fare una deviazione dal suo viaggio e passare a prenderlo. «In autostrada guardavo le auto: spesso erano vuote, con solo il conducente, qualche volta in due. Ho scoperto lì un mercato che andava ottimizzato». Ha fondato così la piattaforma BlaBlaCar che mette in contatto automobilisti con posti liberi a bordo e altre persone che desiderano viaggiare nella stessa direzione. Oggi BlaBlaCar conta 20 milioni di utenti ed è attivo in 20 Paesi.

Commerciale

Nessuno può immaginare quanti megastore e centri commerciali sono nati grazie all’aiuto di un disegno. Sì, proprio un disegno fatto per la prima volta nella sabbia nel 1948 da Joseph Woodland mentre sedeva su una spiaggia della Florida. Osservando i solchi che venivano lasciati, si avvicinò all’idea che sarebbe diventata successivamente il codice a barre. Questo disegnino bianco e nero ormai onnipresente, è praticamente su ogni prodotto, ed è stato progettato per facilitare l’automazione del processo di registrazione delle vendite. Ma, come spiega Tim Harford, il suo impatto è in realtà molto più grande: il codice a barre ha cambiato l’equilibrio di potere tra grandi e piccoli rivenditori.

Medicina

Alexander Fleming, nel 1928, stava lavorando su alcuni ceppi di batteri, coltivati in una capsula di coltura. Assentatosi per alcuni giorni per una breve vacanza, al suo ritorno, notò che in una capsula c’era un alone chiaro inusuale: in quella zona i batteri non erano cresciuti. Al centro dell’area più chiara, c’era una muffa che aveva contaminato le colture. Fleming pensò che la muffa fosse la causa della morte dei batteri. Da questa vicenda del tutto casuale è nata una delle più grandi invenzioni del secolo scorso: l’antibiotico. L’impatto che hanno avuto gli antibiotici nella medicina e nell’agricoltura è impossibile da stimare, ma la storia della sua scoperta dovrebbe essere d’avvertimento quando si parla di incentivi alla ricerca.

Informatica

L’installazione di Windows potrebbe richiedere fino a 5mila anni se non fosse stato inventato il compilatore. Un’innovazione notevole che ha reso possibile il calcolo moderno e che ha come protagonista una donna visionaria chiamata Grace Hopper che, tra le altre cose, è la madre dell’idea di quello che oggi è comunemente chiamato software open source.


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