I Simpson: la famiglia gialla della tv

Scritto da il 12 Febbraio 2018

Incomincerei questo articolo ponendo a voi, cari lettori, una domanda abbastanza semplice: qual è la famiglia della televisione più famosa al mondo?

I più grandi tra di voi potrebbero rispondere i Flinstones oppure i Jatson, mentre quelli più giovani potrebbero pensare ai Griffin o alla famiglia Smith, protagonista della fortunata serie animata creata da Seth MacFarlane “American Dad”. Con tutto il rispetto per le famiglie menzionate, che hanno saputo intrattenere davanti alla televisione moltissime generazioni grazie alla loro genialità e originalità, ma a mio parere la vincitrice di questo confronto è la famiglia residente a Springfield, al 742 di Evergreen Terrace: i Simpson.

 

Nata dall’estro creativo di Matt Groening, la famiglia gialla più stramba del mondo ci rallegra le giornate dal 1987 e sembra non aver voglia di fermarsi. Basti pensare che “I Simpson” è uno dei programmi più longevi della storia della televisione, con le sue 29 stagioni e la cui trentesima è già in lavorazione per il prossimo anno. E questa lunga carriera è stata premiata con tantissimi premi come la stella sulla “Walk of Fame” di Hollywood, ottenuta nel 2000, e gli “Emmy Awards”, gli “Oscar” della televisione americana, riuscendone a vincere addirittura ventisette! Inoltre, questa serie televisiva ha fatto a pezzi moltissimi record, tra cui quello di ascolti, con una media che varia dai quattordici ai dieci milioni di spettatori a puntata, e quello della serie più longeva della TV come citato prima.

Ma di cosa parla questa serie? Grazie per la domanda.

Per i poveri disgraziati che non la conoscono, tenterò di fare una panoramica, giusto per definire le caratteristiche principali di questo cartone.

“I Simpson” narra le vicende e le disavventure dell’omonima famiglia che, in un modo o nell’altro, vanno ad intaccare la vita dei cittadini di tutta Springfield e non solo sia in maniera positiva sia in maniera negativa. E fidatevi: la maggior parte delle volte ciò porta solo disastri. Il nucleo familiare è formato da cinque membri, oltre che dai due animali domestici ovvero il gatto “Palla di Neve” e il cane “Piccolo Aiutante di Babbo Natale”, che proverò a descrivere, partendo dal più sano fino al caso disperato della famiglia:

  • Maggie è la piccolina della famiglia: non sa né camminare né parlare e l’unica cosa che fa è succhiare il ciuccio;
  • Marge è la mamma tuttofare: risolve qualsiasi problema in casa e non si fa scrupoli ad usare il pugno di ferro con i propri figli e con il proprio marito. Possiamo definirla un ritratto della perfetta casalinga statunitense, se non fosse per i capelli di colore blu alti, non lunghi ma ALTI, più di mezzo metro;
  • Lisa è la secchiona della famiglia: brava in pressoché ogni materia, a scuola non ha rivali, a parte Martin Prince, il secchione bersaglio preferito dai bulli, ma l’unico problema è il relazionarsi on le persone, a parte quelle fuori di melone;
  • Bart è l’opposto di Lisa: è la peste della famiglia che, armato di fionda, ne combina di cotte e di crude insieme al suo inseparabile amico Milhouse facendo infuriare non solo Marge ma anche Skinner, il preside della scuola elementare. Lui è molto malvagio e si dice che sia diventato così quando era ancora nel grembo di Marge che, per sbaglio, bevve una goccia di spumante.

Adesso tocca all’ultimo elemento della famiglia, cioè Homer, ma ho paura a descriverlo perché non so da dove iniziare. Secondo Matt Groening, il padre della famiglia Simpson dovrebbe rispecchiare l’americano medio in tutti i suoi pregi e difetti. Ma credo che la situazione sia sfuggita di mano.

Homer, come detto in precedenza, è il capofamiglia e lavora come ispettore della sicurezza nella centrale nucleare di Springfield. Gli piace bere e ubriacarsi con gli amici e ama la sua famiglia. Purtroppo è un completo idiota e ciò è causato da un pastello che si infilò su per il naso quando era piccolo ed è rimasto conficcato nel cervello. Ed è proprio questa sua incapacità di ragionare che lo innalza a simbolo della serie, rendendolo partecipe e artefice di avventure inimmaginabili.

C’è da dire che queste avventure non sono tutte realistiche, ma tendono a essere verosimili ma con una puntina di follia. Un esempio di ciò è la puntata in cui la famiglia vola in Australia a causa di una multa telefonica, però Bart porta con sé una rana che non fa parte della fauna australiana e ciò causa una mega invasione  di rane che invade tutta l’’isola.

Oppure ci sono avventure volutamente macabre e disturbanti, come quelle che si raggruppano nella miniserie di puntate chiamata “La Paura fa 90” in cui i personaggi della serie entrano in contatto con mostri, maledizioni, omicidi e spettri, il tutto condito con umorismo.

Sarebbe ingiusto però non parlare dei comprimari de “I Simpson”, tutti strambi e caratterizzati in maniera impeccabile: abbiamo il vicino di casa di Homer, Ned Flanders, un cristiano devoto con la passione per i diminutivi; abbiamo Charles Montgomery Burns, il pluricentenario proprietario della centrale nucleare, e il suo assistente Smithers, segretamente innamorato di lui.

Poi ci sono Boe Szyslak, Barney Gumble, Lenny e Carl, il commissario Winchester, nonno Abe, Tony Ciccione e chi più ne ha più ne metta. Sono davvero tanti e ognuno rispecchia uno stereotipo della televisione o del cinema, come il mafioso, il cuoco italiano, lo sfigato, il bullo, associale, ma tutti resi in maniera perfetta.

I Simpson però non sono solo un cartone animato, ma sono diventati un fenomeno di massa che ha contagiato la vita di moltissimi giovani e non di tutto il mondo. Hanno contagiato molti cartoni animati successivi come “South Park” e “I Griffin”, ma anche serie tv come “Malcolm” e “La vita secondo Jim” e film tra qui “Minority Report” con protagonista Tom Cruise. La cosa più sconvolgente però è che “I Simpson” sono riusciti a modificare il nostro modo di parlare. Chi non ha mai sentito dire da un proprio amico “MITICO!” con gioia e tripudio oppure “Eccellente” con un tono molto inquietante e magari unendosi le dita? Oppure chi non ha mai sentito l’esclamazione più famosa di Homer, cioè “D’OH” che pochi anni fa è entrata a far parte dell’ “Oxford English Dictionary”? Queste sono tutte cose che ci fanno capire come la famiglia Simpson sia entrata a far parte della cultura mondiale.

 

Credo di poter parlare a nome di tutti i fan sella serie se rivolgo a Matt Groening il mio più sincero ringraziamento per averci regalato ore ed ore di divertimento, per averci dato uno spaccato della cultura e del pensiero americano, per averci fatto capire che la vita va vissuta con un pizzico di follia. Perché è vero: “I Simpson” sono volgari, violenti e non danno mai una vera e propria morale, però hanno anche dei difetti.

Grazie Matt.

 


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