Il futuro del Lavoro

Scritto da il 2 Settembre 2017

Quando si parla del Mondo del Lavoro la maggior parte delle persone non ha la minima idea di quello che sta per accadere.
Nel giro di 30 anni infatti, quest’ultimo subirà una rivoluzione catastrofica e la causa principale di questo enorme cambiamento è proprio la tecnologia.

Come ormai tutti sappiamo, la tecnologia sta occupando tutti i settori della nostra vita e prenderà presto il sopravvento anche nel lavoro di ognuno di noi. Per questo noi oggi parliamo di una grande rivoluzione. Tutti i lavori per i quali centinaia di migliaia di persone stanno studiando, a breve, non esisteranno più perché al loro posto sarà presente un algoritmo in grado di svolgerlo più velocemente e più facilmente, dando anche migliori risultati.

La BBC ha aperto una pagina che ha rivelato alcuni dati veramente sconcertanti. In questa pagina è possibile inserire il lavoro che si sta praticando nella propria vita e sapere quanta probabilità c’è che un robot possa rimpiazzarlo tra una ventina d’anni. Per chi fosse interessato a scoprirlo vi lascio il link (http://www.bbc.com/news/technology-34066941).
Alcuni di voi si chiederanno perché dovremmo cedere il controllo totale agli algoritmi? Semplice, perché ci conviene e perché sono in possesso di tutti i dati.
Un’altra domanda è “ma verranno creati nuovi lavori?” Certo, ma anche quelli verranno pian piano sempre più automatizzati.

Uno dei grandi saggisti e storici del mondo “Yuval Noah Harari” sostiene che, in ogni caso, quello che succederà sarà che gran parte della popolazione rientrerà a far parte di quella che lui stesso definisce “la classe sociale degli inutili” (gente che non ha più né un lavoro né un ruolo sociale), e un elite molto ristretta di persone definite da lui“elite cognitiva” composta da persone che avranno molto potere in quando saranno in possesso di algoritmi di gran lunga migliori rispetto alla massa.
Quindi il concetto è che se io guido una macchina di formula uno e tu una panda, è praticamente impossibile che tu possa andare più veloce di me. Questa non è una discriminazione ideologica ma semplicemente un dato di fatto.
Allora che si fa? Non esiste una formula magica.
Innanzitutto conviene fermarsi un attimo e informarsi realmente su ciò che sta accadendo, aprire la mente alla new economy e prepararsi un piano che si deve basare sull’unicità e sulla competenza tecnologica.

Un detto dice….:”se non hai un piano tu, farai parte del piano di qualcun altro”.

Fonti: Marco Montemagni, Yuval Noah Harari, BBC.


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