Il Grinch: colui che tinse il Natale di verde

Scritto da il 17 Aprile 2018

Qualcuno di voi lettori sa quanta manca a Natale? È vero che Pasqua è finita da poco, però con tutta questa neve che è scesa, mi sembrava di essere agli inizi di dicembre. E poi diciamocelo: chi non vorrebbe che ogni giorno fosse Natale?

Il Natale è la festività più bella dell’anno. È il momento in cui tutta la famiglia si riunisce per stare insieme, per divertirsi insieme. È il momento in cui si aprono i regali che abbiamo chiesto a un grosso tizio con la barba bianca che vive al Polo Nord e che riceviamo solo se siamo stati buoni tutto l‘anno. In fin dei conti, è il momento più magico e felice di tutto l’anno. Ma non per tutti…

C’è un essere malefico che odia il Natale con tutto il suo cuore, anche se di due taglie più piccolo del normale, che vive sulla cima di un monte insieme al suo cane e che cerca in tutti i modi di rovinare le festività a tutti: sto parlando del Grinch.

Il personaggio del Grinch nasce nel lontano 1957, da un’idea di Theodore Seuss Geisel, conosciuto nell’ambiente giornalistico e fumettistico con lo pseudonimo Dr. Seuss, che voleva scrivere un racconto per bambini che potesse piacere sia ai grandi sia ai piccoli, ma senza scadere nel banale e che potesse passare un messaggio o una sorta di morale. Ed è grazie a questo incipit che Seuss scrisse “How The Grinch Stole Christmas”, un racconto scritto in versi in rima.

Il libro divenne in breve tempo famoso in tutto il mondo, ma in America ricevette molte più attenzioni. Infatti, di questo tradizionale racconto natalizio, venne realizzato nel 1966 un cartone animato, trasmesso ancora oggi durante il periodo natalizio (quasi come “Una poltrona per due” qui da noi per intenderci), e nel 2000 un film con protagonista il mitico Jim Carrey. Pur essendo stato maltrattato dalla critica, quest’opera cinematografica vinse un Oscar per il Miglior Trucco e due Nomination per sceneggiatura e costumi.

Provo a riassumere la trama.

Il protagonista è il Grinch, un pelosissimo essere verde con occhi gialli, un cuore di due taglie più piccolo del normale che prova un odio profondissimo nei confronti del Natale. Vive insieme a Max, il suo inseparabile amico a quattro zampe, in una grotta in cima al Monte Crumpit, una montagna che si trova sopra Chistaqua, un paese i cui abitanti, i Chi, adorano festeggiare il Natale. La cosa che adorano di più però, oltre ad addobbare le loro case in ogni modo possibile o cantare gioiose canzoni, è dare e ricevere regali.

Alla vigilia di Natale il Grinch, dopo cinquantatré anni, si stufa di tutta l’allegria che quel paese sprigiona per una festa, a detta sua, così superficiale e materialistica e decide di rovinarla, rubando tutti i doni e le decorazioni della città: decide di rubare il Natale. Però non sa come fare. Vedendo Max che, giocando con la neve, se la ritrova tutta sul muso come se avesse la barba, al Grinch viene l’idea di travestirsi da Babbo Natale, andare nelle case di tutti i Chi con una slitta fatta in casa e qualche sacco vuoto, rubare tutto ciò che rappresenta il Natale e gettare il tutto dalla montagna, in senso di disprezzo. Semplice ma efficace.

Con un cappotto rosso, un cappello rosso e una barba finta, si traveste da Babbo Natale e traveste anche il suo cane da renna. Costruisce la slitta e verso mezzanotte, scende nel paese di Chistaqua e incomincia a derubare una per una tutte le case, prendendo i doni e tutto ciò che secondo lui rappresenta lo spirito del Natale.

Sembra andare tutto liscio, ma in una casa, il Grinch viene quasi beccato da una piccola e dolce Chi di nome Cindy Chi Lou, che si era svegliata per un brutto sogno, e gli chiede dove sta portando il suo albero. Il Grinch riesce a convincere la piccola che lo sta portando a riparare e riesce a riportarla a letto, in modo da portare a termine il suo piano malvagio.

Poco prima che tutti gli abitanti di Chistaqua si sveglino, il Grinch e Max portano tutto il loro bottino in cima alla montagna, pronti a gettarlo nel vuoto, ma prima di ciò, il malefico essere verde vuole aspettare i pianti e le urla disperate dei Chi. Tuttavia, ciò non accade. Anzi, accade il contrario: tutti gli abitanti incominciano a cantare tutti insieme canti di Natale, per dimostrare che lo spirito del Natale non risiede nelle cose materiali, ma nello stare insieme. Il Grinch incomincia a capire quale sia il significato della felicità che il Natale trasmette agli abitanti di Chistaqua, giusto in tempo per salvare la slitta con tutti i doni che sta per precipitare nel dirupo e grazie a questa consapevolezza, il suo cuore si ingrandisce a dismisura dandogli la forza necessaria per tirare su la slitta.

Pentito per ciò che ha fatto, il Grinch torna giù in paese per consegnare i doni ai rispettivi proprietari e a chiedere perdono per le sue malefatte. I Chi lo perdonano e lo fanno unire alla loro festa, dandogli anche l’onore di tagliare la prima fetta di arrosto.

Con questo testo, Seuss non voleva solo far divertire i bambini che avessero letto o ascoltato il racconto, ma voleva anche criticare la commercializzazione del Natale. Stiamo assistendo anche noi a questo fenomeno: ormai la maggior parte delle persone pensa a fare dei regali senza ricordarsi che il principio del Natale è lo stare insieme, con i propri cari. E in questi casi c’è davvero bisogno di un Grinch, una persona che ci faccia ricordare perché si sta insieme a Natale, che ci faccia ricordare perché è così speciale e così atteso dai bambini di tutto il mondo. Perché l’importante non è come lo si passa, ma con chi. Bisogna quindi ringraziare il Grinch che, alla fine, una cosa giusta l’ha fatta.


Le opinioni dei lettori

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Campi richiesti con *


Continua a leggere

Radio Brusa

Young Station

Current track
TITLE
ARTIST