Il VAR: siamo sicuri di sapere cos’è?

Scritto da il 6 Settembre 2017

Da questa stagione calcistica la serie A ha introdotto il VAR, Video Assistant Referee, uno strumento che ha suscitato sin dalle prima partite giudizi contrastanti.

 

 

Innanzitutto il VAR è un sistema di supporto all’arbitro mediante l’utilizzo di computer o tv visionate da due assistenti, o semplicemente arbitri, che sostituiscono gli addizionali di porta.

Il suo ruolo è quello di correggere decisioni arbitrali sbagliate o segnalare episodi importanti e gravi sfuggiti all’arbitro di gara. Diversamente da quanto molti pensano il VAR può essere applicato solo a 4 eventi e non a ogni singola situazione di gioco:

  • Goal
  • Rigori
  • Espulsioni dirette
  • Scambi di identità

Inoltre, diversamente da quanto succede nella pallavolo o nel tennis, in cui il video Challenge può essere richiesto dall’allenatore o dall’atleta stesso, gli allenatori di calcio non possono richiedere nessuna verifica di uno specifico episodio ma la visione delle varie situazioni di gioco è un’esclusiva degli assistenti e, se richiesto, anche dallo stesso arbitro che, una volta ricevuta la segnalazione, può fidarsi dei suoi colleghi oppure verificare personalmente.

Le prime partite di serie A hanno messo in luce sia aspetti positivi che negativi di questa nuova tecnologia. Sicuramente è stato e sarà un utile sostegno all’arbitro che, rivedendo determinate dinamiche di gioco, ha potuto assegnare rigori netti non dati al momento dell’azione o rivalutare altre situazioni di gioco.

Tuttavia sono state molte le polemiche sia per errori che non sono stati corretti da questi “occhi elettronici” sia perché le perdite di tempo non sono indifferenti e rendono la partita più “spezzettata”.

Di certo il debutto della nuova tecnologia non è stato tra i più applauditi forse perché c’era troppa aspettativa e speranza che non si sarebbero più verificati errori arbitrali e, forse, il tifoso era convinto che l’epoca dei rimpianti per un gol annullato per sbaglio o un rigore netto non dato fosse arrivata al capolinea.

Tuttavia bisogna sempre ricordare che il VAR è gestito da addizionali, che pur essendo i migliori, sono uomini e che il direttore di gara ha sempre l’ultima parola e come dice un famoso proverbio: “errare humanum est”.

 


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