La filosofia Bonsai

Written by on 16 Marzo 2017

Prima di parlare delle origini del Bonsai è giusto introdurre il significato letterale della parola giapponese BONSAI che si suddivide in due ideogrammi 盆栽, dove il primo significa BON “vaso” e il secondo SAI “coltivare”. Insieme i due ideogrammi hanno un significato più vasto e cioè: “Un albero coltivato in un vaso con arte”; le altre due parole “albero” e “arte” sono invece contenute nel secondo ideogramma. Le origini del bonsai risalgono a circa 3500 anni fa in Cina nel periodo neolitico, anche se poi diventa una vera e propria arte in Giappone. L’unione delle due religioni politeiste, in Giappone lo “shintoismo” e in Cina il “taoismo” porta alla nascita della FILOSOFIA ZEN, che per quanto riguarda il bonsai denota delle differenze tra i due stati dovute proprio all’origine delle due religioni: secondo il Taoismo quindi la Cina, nel bonsai abbiamo un minore intervento dell’uomo; mentre nello Shintoismo in Giappone il bonsai diventa arte e quindi prevede un maggiore intervento dell’uomo. Il bonsai CLASSICO nasce appunto in Giappone dove vengono introdotte tutte le principali tecniche bonsaistiche e dove nascono i “sette principi Zen dell’estetica orientale”, condivise ma con altre forme di arte orientale; Dai primi del 1900 verrà introdotto prima in Giappone e poi si in tutto il mondo il bonsai MODERNO chiamato “Avanguardia Bonsai” grazie a tre grandi maestri Kobayashi, Murata e Kimura. La differenza sostanziale tra bonsai classico e bonsai moderno è che nel bonsai classico si punta alla cosiddetta “albericità” seguendo i principi Zen, quindi rimanere il più fedeli possibili alle forme naturali degli alberi; nel bonsai moderno invece si cerca di riprodurre forme più artistiche mantenendo la naturalità dell’albero e seguendo sempre i principi Zen. Fare bonsai è dunque una forma d’arte che unisce direttamente l’uomo alla natura attraverso la coltivazione e la lavorazione di un piccolo-grande albero; per cui questa forma d’arte è per coloro che sanno osservare la natura e che amano starci dentro. Rispetto ad ogni altra forma artistica il bonsai può essere considerato un’opera mai finita e sempre fonte di nuova ispirazione e comunicazione essendo un essere vivente in continua evoluzione. Di seguito vengono elencati e decritti i sette principi zen che riguardano sia l’aspetto fisico che metafisico.

 

I SETTE PRINCIPI ZEN DEL BONSAI

  1. ASIMMETRIA: La prima regola nel bonsai è la non staticità e la non perfetta simmetria proprio perché innaturale.. E qui entra in gioco il cosiddetto EQUILIBRIO ASIMMETRICO, che può essere usato in ogni forma d’arte; e rappresenta la capacità di mantenere il fulcro energetico concentrato sulla nostra opera, senza farci trasportare dai problemi e dalle ansie della vita quotidiana.
  2. SEMPLICITA’: Questo secondo principio ci introduce ad altri tre concetti RADO, nel senso di non ingombrante; ESSENZIALE nel senso di mettere in luce l’essenza della pianta, eliminare tutto ciò che è superfluo e valorizzare la parte più bella; e POVERO nel senso di bellezza naturale; nella povertà e nella semplicità si può ritrovare la bellezza sublime della pianta.
  3. SUBLIME AUSTERITA’: Qui introduciamo due concetti importanti IL SUBLIME e L’AUSTERITA’; il primo concetto vuole esprimere quanto sia grande e immenso l’universo in confronto a noi uomini e come il bonsaista deve cercare di lavorare la pianta per una bellezza universale che va ben oltre il suo lavoro. Infatti alla fine deve lasciare libera l’opera annullando totalmente il suo lavoro, nell’opera finita non ci devono essere tracce dell’intervento umano. Il secondo concetto richiama all’antichità e alla vetustà che la pianta deve esprimere nell’osservatore.
  4. NATURALEZZA: L’opera finita, il bonsai finito dovrà essere il più naturale possibile: quindi proporzioni tra base, tronco, rami e apparato fogliare devono essere credibili e non si devono riscontrare interventi artificiali.
  5. SOTTILE PROFONDITA’: Questo concetto ci esprime innanzitutto un principio fisico secondo il quale il bonsai deve avere un’altezza, una larghezza e soprattutto una profondità per essere credibile. Ma a livello metafisico vuole significare ciò che l’autore vuole esprimere con la sua opera a livello emozionale e ciò che invece scaturisce nell’osservatore.
  6. LIBERTA’ DI ATTACCAMENTO: Questo principio richiama un po’ il concetto di SUBLIME. L’autore dell’opera arrivato a un certo livello della sua preparazione deve essere in grado di andare oltre la regola e a volte infrangerla anche, per creare l’opera d’arte. Per fare ciò l’autore deve andare oltre il suo pensiero e scomparire davanti alla pianta, lasciarla libera di esprimere tutta la sua bellezza, farla parlare da sola.
  7. TRANQUILLITA’: Uno dei principi che ci deve esprime un bonsai quando lo osserviamo e il senso di PACE e QUIETE tipico degli alberi secolari che hanno visto e vissuto tutto ma che continuano a rimanere a loro posto. Un senso di pace assoluta.

 

“La maestosità della natura ridotta in piccola scala nei confini di un vaso, la concentrazione dell’universo nel piccolo, come atto di per sé magico”.

 

Fonte: Pepeleu Bonsai Perugia


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