Le storie di Botticelli arrivano a Bergamo

Scritto da il 16 Ottobre 2018

Dopo il grande successo di “Raffaello e l’Eco del Mito”, l’Accademia Carrara di Bergamo organizza un’altra grande mostra, riguardante uno degli artisti più importanti e rilevanti del Rinascimento Italiano: Sandro Botticelli.

Bisogna giustamente sapere e ricordare che Botticelli non solo ha dipinto la Nascita di Venere o la Primavera, ma è stato anche l’autore di opere di grande prestigio, grazie all’aiuto e alla protezione dei suoi mecenati, i Medici; anche la famiglia Vespucci, alleata dei Medici, commissionò varie opere al pittore fiorentino e tra queste, le Storie di Virginia e le Storie di Lucrezia, entrambe soggetto principale della mostra alla Carrara.

Le due opere facevano parte di un’unica grande decorazione per la casa dei Vespucci a Firenze (probabilmente per un ambiente ad uso femminile) ma il corso del tempo le ha separate a metà Ottocento circa: la prima si trova a Bergamo, sempre nell’Accademia Carrara, mentre la seconda fa parte della collezione dell’Isabella Stewart Gardner Museum di Boston. Dal 12 ottobre si potranno ammirare le due opere e le due donne affiancate, di nuovo insieme; la mostra resterà esposta nella nostra città fino a fine gennaio, poi partirà per gli Stati Uniti, dove a Boston verrà replicata.

Le due curatrici della mostra sono Maria Cristina Rodeschini e Patrizia Zambrano ed è interessante come queste due donne riportino alla luca altre due donne, Virginia e Lucrezia appunto, dopo anni di separazione; entrambe le opere hanno come sfondo l’antichità classica, più precisamente quella romana, come fonte Tito Livio e come tema principale l’onore delle due fanciulle che viene violato. Le storie vengono rappresentate per intero sulle due tavole in modo tale che lo spettatore possa in qualche modo “leggere” il dipinto, come se fosse un vero e proprio racconto:

Virginia viene inizialmente rapita (a sinistra), viene dichiarata schiava dal politico romano del tempo (al centro in alto) e infine il padre e il marito, per preservare l’onore della donna, decidono di ucciderla (a destra); al centro, in primo piano, è rappresentata la rivolta dei romani, come conseguenza dell’omicidio di Virginia.

Lucrezia invece, dopo aver subito degli abusi (a sinistra), decide di suicidarsi e il corpo morto viene ritrovato dal marito e dai compari, che lo sostengono sulla destra. Sempre al centro si rappresenta la rivolta romana, che in quell’occasione provocò la fine della monarchia a Roma.

Due storie quindi molto simili ma anche due opere con tanti tratti comuni, come per esempio l’attenzione per i dettagli, l’ambientazione classica, l’architettura finemente decorata, la drammaticità. Ora che le due tavole sono finalmente ricongiunte si possono osservare e studiare meglio tutti gli elementi che ci permettono di capire qualcosa in più sull’origine dell’opera, sul contesto fiorentino del tempo e su Botticelli stesso; naturalmente a questi due dipinti sono accostate altre opere dello straordinario Botticelli, già patrimonio dell’Accademia Carrara, che aiuteranno ancor di più a scoprire nuovi dettagli su una grandissima famiglia, epoca e città italiane.

La mostra durerà quindi dal 12 ottobre 2018 al 28 gennaio 2019, dalle ore 9:30 alle 17:30 (giovedì escluso) e alcune date speciali: 26 ottobre, 30 novembre, 28 dicembre, 11 gennaio, dalle 9:30 alle 22:00.

Allora, cosa aspettate? Prenotate il vostro biglietto e lasciatevi trasportare nel racconto delle Storie di Botticelli.


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