Le tecnologie ci hanno avvelenato?

Scritto da il 17 Febbraio 2018

Qualche giorno fa ho visto la disfatta delle nuove generazioni.

So benissimo di essere forse un po’ troppo giovane per fare certi pensieri, ma non per questo non posso fare qualche considerazione a riguardo.

Mentre camminavo per Oriocenter per andare a lavorare, ho visto una madre con un passeggino seduta su una panchina impegnata a giocare a Candy Crush Saga con il tablet, mentre la figlia su quel passeggino aveva il “ragno” (il tre piedi flessibile per intenderci) che teneva un telefono – probabilmente quello della madre – con aperto un video di YouTube di uno di quei canali che mirano a far rimbambire i più piccoli.

Che fine hanno fatto i vecchi tempi, quelli di quando io e i miei coetanei eravamo piccoli, dove i bambini tenevano un Topolino o al massimo un Gameboy in mano giocando con quello e dove i genitori giravano per negozi sempre dando attenzione ai figli, sempre con un occhio su di loro e uno sul negozio. Non nego che quando ero piccolo non tenessi sempre in mano il mio Gameboy Advance, ma i miei genitori non mi perdevano mai di vista e non mi facevano tenere in mano il Gameboy anche quando non si poteva.

Mi sembra che queste nuove tecnologie abbiano fatto il lavaggio del cervello anche a quelle persone che una volta ritenevano queste “cavolate” dannose per noi e che adesso siano proprio loro a tenerle in mano in continuazione. Una volta i genitori almeno dicevano non stare tutto il tempo attaccato a un gioco mentre ora ci stanno attaccati loro.

Non so davvero.
Forse dovremmo staccarci di più dal telefono e dal tablet e dare più attenzione a ciò che ci sta attorno e soprattutto non usarli solo per tenere i bambini occupati o per non sentirli urlare. Magari, invece, dovremmo stargli solo più vicini e stare attenti.

Pensiamoci.


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