Megasuperbattiti

Written by on 21 Mar 2018

Domenica 18 Marzo 2018, Fabrique, Milano. Si conclude qui il tour di Gazzelle (per gli amici Flavio) per il suo album Superbattito, che ora è diventato Megasuperbattito con l’aggiunta degli ultimi singoli.

Per il concerto di Milano, Gazzelle ha scelto il solito outfit, ormai caratteristico: jeans, giacca, vans nere e occhiali da sole; dopo mezz’oretta di ritardo (grazie Flavio!) finalmente fa iniziare il concerto a suon di violini: è l’intro “instrumental” di Meglio Così, prima canzone della serata. Segue l’ultimo singolo Martelli e, nonostante il testo molto triste (“Oggi mi sparo in testa” cita il ritornello) tutti saltano grazie al suo ritmo movimentato.

Si continua poi con Stelle Filanti e la passione del pubblico nel cantare, o meglio, urlare “Ed abbiamo la ruggine sopra le mani, perché piove da mesi, perché piove da me, sì; solamente da me, sì”, verso spiazzante della seconda strofa, è unica e da brividi. Si riscontrano un po’ di difficoltà nel cantare il verso successivo (“Le labbra, i rimorsi, la rabbia, i tuoi morsi che restano appesi”), che risulta essere uno scioglilingua ma si sa, Gazzelle è bravo in questo.

La successiva è Balena, tutti perdono il fiato cantando il ritornello e lo stesso vale per Demodé.

Con Nmrpm (Non mi ricordi più il mare) l’atmosfera torna calma e un po’ triste, accompagnata dalla tastiera e anche con Greta e i suoi “Greta non innamorarti mai” ci si arma di fazzolettini e sospiri (no, non è vero).

Fa la sua entrata il primo ospite, Luca Carboni e i due cantano insieme Ci vuole un fisico bestiale, destando ulteriormente l’attenzione del Fabrique.

Embed from Getty Images

“La prossima canzone è una canzone molto dolce” esordisce Flavio, illudendo un po’ tutti, senza però deludere le aspettative: il significato è letterale e Zucchero Filato è l’ottava canzone in scaletta; ennesima canzone difficile da ricordare dati i lunghi elenchi e giochi di parole (con un proprio significato, naturalmente, Gazzelle non rende mica le sue liste della spesa, canzoni).

Sayonara è la seguente, altra canzone piuttosto ritmata ma dal testo molto triste. “Ho passato una notte fantastica, hai distrutto il mio cuore di plastica. E adesso che restano i pezzi e basta, non so cosa farci – Gazzelle incita il suo pubblico a cantare più forte – riprendili te” e ad ogni “riprendili te” tutti lo indicano, come se volessero affidare a lui tutti i loro problemi, le rotture, i litigi, le relazioni andate male. (Flavio, prendi pure e sforna un nuovo album!)

Presenta poi un nuovo singolo, il titolo è Un po’ alla volta; pochi lo conoscono e sono pochi a cantarlo, dal momento che l’ha cantato solo live, ma nemmeno questa nuova canzone delude.

Le sorprese non finiscono e Gazzelle intona Manzarek, canzone dei Canova e come previsto durante il ritornello entra il secondo ospite: Matteo Morbici, parte appunto dei Canova. Dopo la romantica Manzarek si passa alla “sbarazzina” Santamaria; un’accoppiata indie strepitosa e il pubblico del Fabrique non potrebbere chiedere di meglio.

Embed from Getty Images

Le note allegre continuano con Meltinpot, per poi interrompersi con Nero… anzi! Prima si toglie gli occhiali da sole, annuncia che dedicherà questa canzone al suo cane e successivamente canta Nero. Stiamo quasi giungendo alla fine e arriviamo alle ultime canzoni; tra queste, Non sei tu, canzone dalle note e dalle parole tristissime. Flavio rende partecipe il suo pubblico, non solo scrivendo canzoni che riescono a rappresentare i suoi “fan” con parole molto terra terra, a volte un po’ crude, ma anche fisicamente: alla seconda strofa scende dal palco, si avvicina alle transenne e rimane lì, continua a cantare e si lascia fare e abbracciare da chi ha avuto la fortuna di capitare lì. Un gesto semplice e apprezzato, forse perché ci teneva, forse perché voleva condividere la malinconia di Non sei tu, o semplicemente lo ha fatto così, perché gli andava di farlo senza un motivo preciso.

Siamo alla fine, ultima canzone: Quella te. Altra malinconia, altra tristezza, forse un punta di nostalgia. Anche Quella te finisce, Gazzelle ringrazia, saluta con la mano e se ne va. Tutti restano un po’ così, un po’ spiazzati ma il presentimento che non sia finito si diffonde nel Fabrique. Allora inizia il coro: “Se non fai l’ultima, noi non ce ne andiamo” e qualcuno, dello Staff molto probabilmente, sale sul palco, portando delle sedie e le ragazze che suonavano il violino all’inizio rientrano. Anche Gazzelle torna, accolto calorosamente. “Facciamo qualche bis, se vi va” dice.

Meglio così è la canzone che ripete, subito dopo segue Non sei tu.

“È una versione riarrangiata, mi piace riarrangiare ” dichiara Flavio e regala così una versione acustica e “nuova” di Non sei tu. Ora è davvero finito, saluti finali, ringraziamenti, che in realtà non sono mai mancati durante il concerto: tra una canzone e l’altra, infatti Flavio si è sempre preso un paio di secondi per ringraziare il suo “staff” e a Milano riserva un “Grazie regà, vi voglio bene” dove cadenza romana e sincerità si incontrano ed emozionano un po’ tutti. Il clima tornava ad essere più rumoroso quando Gazzelle chiedeva della vodka e una sigaretta o quando osservava i reggiseni che venivano lanciati. Tutto regolare, regà!

Embed from Getty Images

Per tirare le somme finali, lascerei spazio ai commenti di Laura Taglietti e Silvia Piazzini che, con me, sono state al concerto.

“Il finale soprattutto mi è piaciuto un sacco – dice la nostra Laura – Non sei tu riarrangiata è stata proprio bellissima, un momento magico!”

La nostra Silvia Piazzini ha da aggiungere che anche le scenografie, la grafica e lo spettacolo in sé sono stati davvero belli. “È stato come se ci fosse solo lui e noi e in effetti era così, ma è riuscito a rendere il tutto molto intimo, diciamo, è stato eccezionale”.

Bene, non aggiungo altro perché ormai tutto è stato detto! Grazie Flavio, ci rivediamo presto (si spera)!


Reader's opinions

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.


[There are no radio stations in the database]