Musica e architettura, un featuring interessante

Scritto da il 19 Novembre 2016

“La Musica è architettura svolta, mentre l’architettura è musica pietrificata”. Così J.W. Göethe sintetizza a suo modo l’intreccio che esiste tra musica e architettura.

La musica e l’architettura sono due modi di comunicare. Ma quanto possono avere in comune queste due forme d’arte?

Da sempre l’uomo costruisce per trasmettere qualcosa agli altri e compone brani musicali per comunicare un messaggio. Armonia, equilibrio e proporzione sono le parole chiave che regolano sia l’architettura che la musica.
Architettura e Musica hanno in comune il ritmo. L’architettura veicola il ritmo tramite la vista, mentre la musica sfrutta il senso dell’udito. Ma in entrambi i casi è il ritmo che percepiamo a far suscitare in noi una reazione capace di generare un’emozione.
Non c’è nulla da fare: puoi essere la persona più insensibile sulla faccia della terra, ma se ti ritrovi davanti alla Torre Eiffel qualcosa dentro ti si accende. Così come può non piacerti la musica, ma quando parte l’inno d’Italia, anche se sei in pigiama sul divano sotto ad una coperta, ti viene la pelle d’oca e magari usando la scusa della ciglia nell’occhio o dell’allergia al cane ti fai scappare  pure una lacrimuccia.
Ed ecco svelata la somiglianza tra architettura e musica. Ciò che li accomuna infatti è la loro capacità di emozionare chiunque.
Mentre osservi l’armonia di un edificio noti che il modulo, la ripetizione e la simmetria ti aiutano ad “ascoltare” il ritmo architettonico di quell’edificio, così come l’ascolto di una melodia consente di “vedere” il ritmo musicale.

Cosa succede se musica e architettura si uniscono nello stesso contesto? Cosa sono in grado di trasmettere queste forme d’arte se vengono unite?

È quello che succede in un quartiere a Dresda, patrimonio dell’UNESCO. L’edificio protagonista è il Fullen Wall ed è stato ideato da Annette Paul, Cristopher Rossner e Andre Tempel.

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Il palazzo azzurro-blu sembra essere a questo proposito un “musicista” molto famoso in zona. Quando piove, infatti, il suono della pioggia entra a fare parte di una spettacolare orchestra sinfonica. Il sistema si avvale di tubi e di coni metallici, che con l’arrivo della pioggia ne amplificano il suono, creando una sinfonia davvero originale. Il progetto musicale è diventato una delle attrazioni più originali e divertenti della città.

È come se un grosso e strano organo venisse suonato dalla pioggia, “rallegrando” le giornate uggiose, piuttosto frequenti in queste zone.

Non aspettatevi una vera e propria musica. È un modo originale per smaltire l’acqua piovana vari tubi creando un ritmo particolare che unito al contesto rende piacevole l’esperienza ai visitatori. Se in futuro vi capiterà di visitare una città storica come Dresda vi auguro di trascorrere una vacanza all’insegna del bel tempo. Ma se per caso dovesse piovere per qualche ora, sapete già dove andare.

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