Russia 2018, oggi iniziano i Quarti di Finale

Scritto da il 6 Luglio 2018

Ogni possibile pronostico è saltato, durante gli emozionanti ottavi di finale appena disputati: nessuna vittoria netta, se non forse il successo Brasiliano sul Messico, e soprattutto ancora diverse escluse eccellenti, con squadre minori che improvvisamente diventano pericolose meteore, in grado di sconvolgere ancor di più le previsioni per il proseguo di questo Mondiale. Andiamo a rivivere le otto partite giocate tra Sabato e Martedì, che hanno decretato quali sono le otto squadre che si giocheranno i Quarti a partire da domani

FRANCIA-ARGENTINA 4-3

Il primo degli Ottavi di Finale è stato forse il più bello cui il pubblico dei Mondiali ha assistito sin’ora: un superbo Kylian Mbappé, che durante questa Coppa del Mondo si sta dimostrando un autentico fuoriclasse, travolge un’Argentina senza idee segnando una doppietta e procurando con uno strappo da velocista il rigore trasformato da Greizmann per l’1-0 iniziale (di Pavard il bellissimo quarto gol, non nell’ordine). Fuori Messi, chiamato ad un’impresa più grande di lui: guidare da solo, lui che raramente ha occupato il ruolo di spavaldo leader, una squadra allo sbando verso la conquista di un titolo internazionale, che manca dalla Copa America 1993. L’unica pecca della Francia è stata la sufficienza usata nelle fasi finali della gara: quando les Bleuserano in pieno controllo della gara, non hanno saputo affondare il colpo del K.O., arrivando a subire il gol del 4-3 a 2’ dalla fine e rischiando moltissimo nell’attacco finale dell’Argentina. Nel complesso però la squadra di Deschamps si è dimostrata una delle più complete del Mondiale, grazie ad un centrocampo di assoluto affidamento (il trio Pogba-Kanté-Matuidi) e un complesso d’attacco formidabile: bene anche Pavard, al contrario del collega di reparto Umtiti non brillantissimo a tratti. Per l’Argentina solo rimpianti: se in un momento tanto buio, pur non meritando, l’Albiceleste è arrivata ad un passo dal pareggio nei 90’, pensiamo quali sarebbero potuti essere i risultati con un gruppo coeso e un mister effettivamente riconosciuto e non separato in casa.

URUGUAY-PORTOGALLO 2-1

I più sognatori auspicavano un epico quarto di finale Messi vs Ronaldo: e invece nella stessa giornata sia l’asso portoghese che il fenomeno argentino sono tornati a casa. Per Ronaldo, che sembra ormai vicinissimo a firmare un clamoroso contratto con la Juventus, la situazione era addirittura più critica di quella del rivale: anche a lui era stato universalmente assegnato il compito di prendersi sulle spalle la squadra, conducendola al successo finale. Autentica utopia, soprattutto perché la rosa del Portogallo è ancor meno forte di quella Argentina, che se ben disposta risulterebbe davvero essere uno squadrone. I Lusitani ne fanno le spese con l’Uruguay, trascinato da un grande Cavani (doppietta), che però rischia di non esserci nella prossima gara, causa infortunio. Inutile la rete di Pepe, prima subita dagli Uruguayani nel corso del torneo. La possibile assenza dell’attaccante del PSG rischia di essere pericolosa per la squadra di Tabarez, che ha puntato davvero tanto sul suo micidiale attacco durante questa competizione; al contempo sarà interessante vedere la difesa di ferro biancoazzurra in fase di contenimento contro lo strapotere offensivo francese.

RUSSIA-SPAGNA 5-4 (d.c.r)

Forse l’autentica fine di un ciclo: i padroni di casa, trascinati da un noiosissimo ma efficace catenaccio e dal grande appoggio del pubblico di casa continuano nella loro marcia trionfale, battendo ai calcio di rigori una Spagna ingenua e pasticciona. Tante, troppe le occasioni avute dallaRoja per chiudere il match, dopo il vantaggio su autogol, propiziato da Sergio Ramos: la Russia ha saputo però intelligentemente chiudersi dietro e addormentare la partita, pareggiando su rigore e  trascinando la gara ai tiri dal dischetto, dove Akinfeev ha parato due conclusioni regalando i quarti alla sua squadra, lui che era stato sciagurata causa, con le proprie papere, dell’uscita della Russia ai gironi nel 2014. La Spagna fa le spese di una situazione di spogliatoio non ottimale, probabilmente, dopo il frettoloso cambio in panchina a poche ore dall’inizio del mondiale (fuori Lopetegui, dentro Hierro). Soprattutto, le Furie Rosse non hanno saputo per nulla sfruttare il proprio –gradissimo- potenziale tecnico, secondo nel torneo a quello del solo Brasile. La Russia procede invece da autentica mina vagante, e incontrerà la Croazia vittoriosa sulla Danimarca.

 

CROAZIA-DANIMARCA 4-3 (d.c.r)

Il pronostico dava per netta favorita la Croazia: gli Slavi vincono sì, ma con una fatica immensa, dopo un gara combattuta e trascinata sino ai calci di rigore. L’inizio di gara è scoppiettante: vantaggio Danese al 1’, rocambolesco pareggio Croato al 3’, con i difensori che nel tentativo di spazzare il pallone si colpiscono l’un l’altro, servendo un grande assist a Mandzukic. Da lì partita equilibrata, nella quale la Danimarca non avrebbe nemmeno demeritato la vittoria: il centrocampo croato, per una sera, non sembra all’altezza. Modric si fa addirittura parare un rigore da Schmeichel, 5’ dal termine del Secondo tempo supplementare: tra i due portieri però, nonostante la grandissima prestazione dell’estremo difensore del Leicester, è Subasic il vero eroe; le sue prodezze dal dischetto e il gol finale di Rakitic regalano ai Croati un quarto di Finale d’oro, nel quale affronteranno gli imprevedibili ma sulla carta abbordabili Russi, grande risultato, pensando che il rischio era di incontrare la Spagna.

 

BRASILE-MESSICO 2-0

La gara di Samara ci regala una certezza: il Brasile rimane, probabilmente, la favorita per la vittoria del Mondiale. La squadra di Tite è stata infatti l’unica in grado di superare davvero agilmente gli ottavi di finale, tra le otto che hanno raggiunto i quarti: certo, poca cosa il Messico, nel quale nemmeno 3 sostituzioni nei primi 60’ hanno saputo dare una svolta ad una formazione davvero non invidiabile. Ancora a segno Neymar, che però non sembra voler togliersi l’etichetta di ‘’attore’’ rifilatagli in questi giorni dalla stampa, in virtù delle cadute, accompagnate da grida di dolore, espletate a seguito di falli spesso anche molto banali: 14 minuti trascorsi a terra nelle quattro partite sin’ora disputate; il giocatore non si discute, l’uomo, a tratti irritante, un po’ sì. Grande protagonista è stato anche Willian, cui è mancato solo il gol. Ulteriore nota positiva è la difesa Brasiliana, che ha subito sin’ora un solo gol: forse per la prima volta nella storia la Nazionale Verdeoro sta giocando da Europea, riservando importanza al reparto difensivo, sempre piuttosto bistrattato dai sudamericani nella storia dei Mondiali. In questo modo, anche quando l’attacco non brilla, la solidità difensiva garantisce la sicurezza che la partita non sarà comunque in salita. Ora al Brasile tocca la vera prova del nove: il forte Belgio di Lukaku e compagni, una vittoria contro il quale galvanizzerebbe il Brasile lanciandolo quasi sicuramente verso la conquista del suo sesto Mondiale.

 

BELGIO-GIAPPONE 3-2

Incredibile la sfida di Rostov: dopo un primo tempo terminato a reti bianche, in 7’ dall’inizio della seconda frazione i nipponici sono già in vantaggio per 2-0. I Belgi non accusano tuttavia lo shock, e al 74’ riportano la gara in pari grazie alle reti di Vertonghen, che aveva avuto pesanti responsabilità nel secondo gol, e Fellaini. Infine, a pochi secondi dal termine, da un calcio d’angolo del Giappone scatta il contropiede perfetto, che vede il Belgio andare a segno con Chadil, entrato nel secondo tempo. Ha la meglio la forza dell’attacco Belga: tuttavia, come già avvenuto per la Croazia, una vittoria apparentemente facile sulla carta è stata ottenuta con estrema fatica. Ancora una volta, come già nel pirotecnico 5-2 contro la Tunisia, il Belgio dimostra diverse difficoltà in fase difensiva: non proprio una bella notizia, tenendo conto del prossimo avversario del team di Martìnez, il Brasile di Neymar e Coutinho. Inoltre, il Belgio dovrà tener conto della solidità difensiva acquisita dai verdeoro. Proprio per questa maggior compattezza la squadra di Tite parte favorita, ma vale lo stesso discorso fatto prima per il Brasile: se il Belgio dovesse riuscire nell’impresa di battere i sudamericani, l’entusiasmo che ne scaturirebbe renderebbe senza dubbio la squadra la principale favorita per la vittoria finale.

SVEZIA-SVIZZERA 1-0

Dopo un’assenza di 12 anni dai Mondiali, dopo aver agguantato la qualificazioni, ahinoi, ai playoff, e dopo aver escluso dalla rosa un certo Zlatan Ibrahimovic, la Svezia giunge a sorpresa ai quarti di finale: battuta anche la Svizzera, sulla carta più abile tecnicamente. Una partita come pronosticabile non emozionantissima, fatta di tanto tatticismo, che sfocia nell’unico gol della gara: una rete di Forsberg, unico vero talento della Svezia, permessa da una decisiva deviazione in area. La Svezia è molto simile alla Russia: pochi individualismi, gioco non brillante e mancanza di ambizioni realizzative; pensiamo a difenderci, qualcosa accadrà. Eppure il catenaccio svedese, già costato il Mondiale all’Italia, così come quello Russo da i suoi frutti: dopo oltre vent’anni la Svezia torna tra le migliori 8 del Mondo. Il quarto sarà da disputarsi contro la forte Inghilterra, uscita acciaccata ma con sicuro entusiasmo dalla gara contro la Colombia. Inutile tentare di fare pronostici: Inglesi favoriti, ma non sorprenderebbe un’altra vittoria della Svezia.

 

INGHILTERRA-COLOMBIA 5-4 (d.c.r)

L’ultimo ottavo di finale disputato è stato all’altezza di tutti e sette i precedenti: gara accesissima sino alla fine, con la lotteria dei rigori che per la prima volta premia la squadra inglese, dopo quattro precedenti in cui la nazionale dei tre leoni era andata incontro all’eliminazione. Una partita ruvida, spesso bloccata dagli interventi arbitrali e ricca di ammoniti: non molte occasioni, tanto che la gara viene sbloccata da un rigore trasformato da Harry Kane, prima di battere il quale trascorrono numerosi minuti, a seguito delle proteste Colombiane. Il pareggio arriva al 93’, grazie ad un colpo di testa su calcio d’angolo da parte di Mina, difensore del Barcellona utilizzato pochissimo durante l’anno, ma autore di 3 gol in quest’edizione dei Mondiali. La gara si trascina sino ai rigori: sbagliano Uribe e Bacca, che regalano la qualificazione agli Inglesi. L’Inghilterra, per la prima volta forse dopo Italia 90’, sembra avere la possibilità di giocarsi davvero la vittoria del mondiale: guidata da un Harry Kane (6 gol in questo mondiale, lanciato verso il record di 10 appartenente a Gary Lineker), attorniato da una formazione votata all’attacco, la squadra inglese affronterà ora la Svezia, abile difensivamente ma sulla carta (dunque solo teoricamente, come il Mondiale ci sta insegnando) non imbattibile. Servirà grande pazienza, l’unica vera arma da adoperarsi contro squadre che esibiscano la difesa ad oltranza come sistema di gioco.


Le opinioni dei lettori

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Campi richiesti con *


Continua a leggere

Radio Brusa

Young Station

Current track
TITLE
ARTIST