Chi sono i Pinguini Tattici Nucleari

Scritto da il 15 Giugno 2018

Sono di Bergamo, sono sei e sono super bravi. Si chiamano “Pinguini Tattici Nucleari”, ma non bisogna lasciarsi ingannare dal nome che può sembrare stupido, loro non lo sono per niente, come non lo sono le loro canzoni.

Nascono pochi anni fa e ad oggi il gruppo è composto da Riccardo Zanotti, voce, Lorenzo Pasini e Nicola Buttafuoco alle chitarre, Simone Pagani al basso, Matteo Locati alla batteria e Elio Biffi alle tastiere. Un progetto ambizioso per dei ragazzi giovani come loro, ma che in poco tempo li ha portati ad avere un incredibile successo e pubblicare ben tre album.

Testi impegnati e mai banali, che sempre raccontano una piccola storia, che al primo ascolto piacciono e al secondo fanno riflettere; non più solo storie d’amore, ma anche tutte le delusioni della vita, come quella raccontata nel pezzo “79” dell’ultimo album “Gioventù Brucata”, un pezzo che racconta di come alla maturità, i professori, che sapevano quanto il protagonista desiderasse 80, gli abbiano appioppato un 79, deludendolo proprio all’ultimo.

Non solo, i Pinguini cantano anche di temi politici e sociali, come in “Cancelleria”, del loro primo album “Il Re è Nudo”; questo ipotetico stato chiamato, appunto, Cancelleria dove convivono matite, penne, gomme ed alti oggetti, che ben presto si trovano a scontarsi tra proteste e scioperi, dividendosi tra matite, metafora di chi si trova ad affrontare ogni giorno nuove sfide, e penne, metafora invece della fascia benestante, che accusano di ogni problema appunto chi sta sotto di loro. Ma il testo ci lascia con una lezione, quando alla fine le matite vengono sconfitte dalle più potenti biro, quest’ultime dormono serene e tranquille, ma non sanno che stanno per arrivare i bianchetti.

“Me Want Marò Back”, altro grande pezzo, che inneggia alla facilità con cui l’uomo medio viene influenzato dai media e da tutto quello che sente in giro, che con sottigliezza (il testo infatti è in un inglese “italianizzato”) prende in giro tutti quelli che sono i luoghi comuni dell’italiano “Salvinizzato” sugli stranieri (“Me want marò back / And bulldozer on campo rom” […] I tell them “Eat less kebab / And go back to your fucking reeking centro socialo di merda stronzi” […] Listen, go build your moschea elsewhere, we don’t want you here / in Bassano Del Grappa / You rape our women, steal our grappa, è stato divertente giocare in / allegria ma ora / anche basta.”).

Testi ricercati ma anche grane conoscenze musicali: i loro brani vanno dai toni del reggae, a quelli rock, dalle ballad come nel loro brano più romantico “Irene”, al folk e al jazz: “Offriamo un frullato di identità musicali, pietanza rara di questi tempi. Servire freddo e accompagnare con abbondanti dosi di birra scadente” (I Pinguini Tattici Nucleari sul loro secondo album, “Diamo un Calcio all’Aldilà”).

Insomma, una band che vale davvero la pena ascoltare, vedere live e conoscere, grandissimo talento e intesa sul palco sia tra di loro sia con il pubblico, che viene coinvolto per tutta la durata dell’esibizione e che non può che andare via soddisfatto di essere andato a sentirli.
Ora sono in tour, un tour che li vede spostarsi per tutta l’Italia e che finalmente, il 12 giugno, li ha fatti ritornare nella loro provincia, facendo letteralmente impazzire il Lazzaretto di Bergamo; un concerto che per ore è stato a rischio annullamento a causa della pioggia, che subito dopo il loro arrivo sul palco si è inaspettatamente fermata, dando il via ad una delle performance più sorprendenti a cui io abbia mai assistito e che di sicuro non ha fatto altro che confermare la mia voglia di rivederli ancora una volta.

 


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