Street Art, un’arte a tutti gli effetti

Written by on 25 Novembre 2016

A tutti i lettori e gli amanti di Radio Brusa, ciao!

Quello che state per leggere sarà un interessante articolo, con un tema d’attualità che coinvolge diversi aspetti culturali e sociali e che, nell’ultimo periodo, ha visto protagonista anche la nostra comunità Brusaportese. Il tema a cui mi sto riferendo è l’arte di strada, oggi meglio conosciuta come “Street Art”.

Nata a Philadelphia nei tardi anni sessanta, si manifesta inizialmente come scritte su treni; acquista popolarità nella New York degli anni settanta, dove raggiunge una prima maturità stilistica a metà degli anni ottanta. Originariamente nota come un’arte povera, tipica dei quartieri malfamati, diviene un vero e proprio simbolo di uno stile di vita volto a lasciare il segno. La volontà di essere riconosciuti si manifesta quindi nel segnare la città con il proprio “tag” che, come un logo, ha la funzione di comunicare “io ero qui”. Con il passare del tempo questo fenomeno socio-culturale ha guadagnato una rilevanza unica sul panorama della creatività contemporanea: il graffito viene considerato come qualcosa di più composto e complesso, con uno studio sulla struttura pari a quello che si fa su un dipinto. La street art viene quindi utilizzata come fonte di espressione. Al giorno d’oggi questa forma comunicativa non è da tutti compresa e/o  apprezzata. Nasce da qui il mio desiderio di dimostrare che la street art è una vera forma d’arte se fatta con consapevolezza.

 

 

A tal proposito ho avuto il piacere di intervistare Giovanni, uno studente del quinto anno del Liceo Artistico di Bergamo, a cui ho rivolto una serie di domande. Ecco il dialogo intercorso.

Quando hai iniziato ad appassionarti alla street art?

Tutto è iniziato da piccolo, con un gruppo di amici durante gli anni delle scuole medie. C’è chi come me ha scelto di continuare nel mondo dell’arte scegliendo il liceo artistico e chi ha voluto intraprendere un’altra strada pur rimanendo uniti nell’amore che ci ha sempre accomunato fino ad oggi, andando avanti e collaborando in diversi progetti tutti insieme.

Come nasce questa passione?

Non so come spiegarlo, non c’è stato un particolare motivo. Semplicemente vedendo in giro per la città graffiti e artisti che realizzavano queste grandi opere mi ha sempre affascinato. Era un mondo che mi piaceva a cui a tutti i costi volevo entrare e farne parte.

È uno stile di vita o una passione? 

È assolutamente uno stile di vita. La street art è qualcosa che ti influenza in tutto quello che fai, ogni cosa la ricolleghi a questo mondo. È un modo di vivere o meglio un modo di essere che ti contraddistingue da tutti gli altri.

Credi sia vera arte?

Sì, è arte a tutti gli effetti. È un modo di esprimere quello che noi sentiamo. È arte che puoi vedere senza dover pagare il biglietto in giro per la città. È arte con meno valore rispetto a quella dei musei questo è vero, ma si può sempre definire tale in quanto ricca di significato e fortemente espressiva.

Cosa porta a scrivere sui muri?

Dipende da quello che vuoi scrivere. Certa gente lo fa per sentirsi ribelle e andare contro quelle che sono le regole e gente che ha voglia di farsi sentire in modo decisivo e ha davvero un forte messaggio da esprimere.

Credi che il messaggio arrivi alla gente?

Alla gente che sa apprezzare questa forma d’arte si assolutamente. Altra gente invece  è offuscata dal pensiero che sia solo un modo per imbrattare e deturpare il paesaggio, un’espressione di ragazzi esterni alla società. In realtà è proprio l’opposto: noi cerchiamo di mandare messaggi, vogliamo farci capire e questo è per noi l’unico modo per farci vedere e sentire in modo credibile alla società. Al giorno d’oggi è un modo per spiccare per far vedere che noi ci siamo.

Quindi anche voi sostenitori di quest’arte credete che molte volte sia solo deturpamento del paesaggio?

Sicuramente c’è differenza tra brutti e sgraziati scarabocchi e un qualcosa che abbia un senso. Se non fosse così non esisterebbe neanche la street art come la intendiamo noi oggi. Ci tengo a sottolineare che i veri writer fanno arte con consapevolezza, dietro a ogni loro segno c’è sempre un significato. Bergamo per permettere tutto ciò a noi giovani è una buona città. Dà molta disponibilità di muri e quindi aiuta agli artisti come noi ad esprimere la nostra arte. Questo evita sicuramente la deturpazione di zone che non dovrebbero essere toccate. I writer rivalorrizzano e danno colore alle nostre città. Dietro ad ogni graffito le fonti di ispirazione sono diverse per ognuno e c’è una sorta di studio in ogni segno. La scelta del luogo è una di queste in quanto cambia la tipologia di persone che possono vedere il messaggio espresso dall’artista.

 

A conclusione di questa “chiacchierata” spero che il messaggio che volevo dare sia arrivato a tutti ovvero che c’è grande differenza tra arte e vandalismo. Sarebbe bello che per evitare quest’ultimi le amministrazioni locali diano spazio a chi ha voglia di esprimersi con senso logico, affrontando anche temi di attualità evitando scempi come quelle verificatesi ultimamente a Brusaporto, che poco hanno a che fare con la vera street art, ma sono veri e propri atti di vandalismo.

Sappiate distinguere e apprezzare!


Reader's opinions

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.


[There are no radio stations in the database]