Torneo Sei Nazioni 2018

Scritto da il 15 Febbraio 2018

È vero, in questo momento sono in corso le Olimpiadi Invernali a Pyeongchang. Ma l’Italia non è impegnata solo in Sud Corea. A vestire la maglia azzurra infatti ci sono anche i giocatori della nazionale di Rugby, che attualmente stanno giocando il Torneo Sei Nazioni. In Italia il rugby è poco conosciuto, e spesso i tifosi si avvicinano alla nazionale in occasione di questo prestigioso torneo.

Riassumiamo rapidamente le regole del torneo: dura sette weekend (5 giocati e 2 di riposo) a febbraio e marzo, alcune volte ad aprile. Ogni squadra gioca contro ogni altra un solo incontro, con il vantaggio di giocare in casa che si alterna di anno in anno. Dall’edizione 2017 è cambiata l’assegnazione dei punti: 4 punti sono assegnati per ogni vittoria, 2 per il pareggio e nessuno per la sconfitta; saranno assegnati però anche i punti bonus: 1 punto per chi segna 4 mete (che vinca o perda), 1 punto se si perde con uno scarto inferiore ai 7 punti, in più 3 punti di bonus per chi fa il Grande Slam (ovvero se vince tutte le partite). Vince il torneo chi fa più punti ed in caso di parità chi ha la miglior differenza punti, se le squadre sono ancora in parità vince quella che ha fatto più mete, se si persiste nello stato di parità la vittoria viene data ex aequo.

Ringraziamo Wikipedia per l’aiuto e proseguiamo parlando di questa edizione. Le nazioni che si scontrano per la vittoria sono Inghilterra, Francia, Galles, Italia, Scozia e Irlanda.

Il torneo è in corso, e attualmente si sono già giocati due dei cinque round previsti. Ecco i risultati e le date dei prossimi match:

Storicamente l’Italia fatica parecchio in questa competizione. Come ogni anno infatti i bookmakers danno l’Italia come favorita per l’ultimo posto. Questi sono i momenti salienti nella storia del Torneo della nostra nazionale:

Ciò che distingue il rugby da quasi tutti gli altri sport è la bellezza della tifoseria, sempre pronta ad incitare gli azzurri anche e soprattutto nei momenti di difficoltà di ogni partita. Nel rugby non esistono fischi, cori razzisti e insulti. Il rugby è bello perché è uno dei pochi sport in cui a vincere è lo sport stesso. Non sono solo i tifosi ad essere sportivi, sono i giocatori stessi ad avere un’etica ammirevole. Perché il rugby è  spettacolo, ma anche disciplina, che richiede preparazione fisica ed atletica e, in parti eguali, autodisciplina ferrea, coraggio, amicizia, generosità, sacrificio, altruismo, rispetto dei compagni, dell’avversario e delle regole (per nessun motivo i giocatori contesterebbero una decisione dell’arbitro o simulerebbero un infortunio).

Vi consiglio di guardare questo video, in cui sono racchiusi alcuni momenti storici del Torneo.

E vale la pena dare un’occhiata anche a quest’altro video, un montaggio dei momenti più emozionanti della scorsa edizione.

Ci auguriamo che l’Italia possa togliersi qualche soddisfazione nelle ultime tre partite di questa edizione, ma sopratutto l’augurio è quello di poter vedere il mondo del rugby sotto i riflettori non solo durante il Sei Nazioni. Rispetto a qualche anno fa il rugby come sport sta conquistando il cuore di un numero sempre maggiore di ragazzini che sognano si di fare i giocatori della nazionale, ma della nazionale di Rugby, non di calcio come la maggior parte dei propri coetanei.
In bocca al lupo all’ Italrugby, e un grosso in bocca al lupo a tutto il movimento del Rugby italiano.


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