Toy Story: un mondo di giocattoli

Written by on 29 ottobre 2018

Tutti noi siamo stati bambini, chi prima e chi dopo. Abbiamo cavalcato scope fingendo che fossero cavalli o draghi. Abbiamo sconfitto il male grazie alle nostre spade di gomma e alle pistole di plastica. E abbiamo visto cose che gli adulti non possono neanche immaginare. Tuttavia, gli oggetti che più hanno segnato la nostra infanzia sono stati sicuramente i giocattoli. Sono stati i nostri compagni più fedeli durante le dure giornate nella culla o ci hanno protetto durante la notte da mostri cattivi. Anch’io avevo molti giocattoli da piccolo, ma il mio preferito era Woody, un cowboy con una chitarra che cantava e suonava e che aveva “un serpente nello stivale”. E questo giocattolo mi ha accompagnato per tutta la mia vita, purtroppo dopo l’ultimo trasloco non so più dove è finito. Esso era uno dei protagonisti del mio film d’animazione preferito, cioè “Toy Story”. E in onore del mio vecchio amico caduto, oggi ve ne andrò a parlare.

“Toy Story: Un mondo di giocattoli” esce nelle sale cinematografiche di tutto il mondo nel 1995. Diretto da John Lasseter e realizzato dalla Pixar Animation Studios, la software house fondata da Steve Jobs, è stato il primo lungometraggio animato a essere realizzato non più con disegni fatti a mano o al computer, ma con la computer grafica, quindi con personaggi 3D che si muovono in ambienti pre-renderizzati da delle macchine fatte apposta. È stato il capostipite di moltissimi altri film come “L’Era Glaciale”, “Gli Incredibile” o “Monsters & Co.”, ed è stato premiato con l’Oscar per aver reinventato l’intrattenimento animato. Dopo questo film, sono stati creati altri due seguiti, ovvero “Toy Story 2: Woody e Buzz alla riscossa” e “Toy Story 3: La Grande Fuga”.

Ma di cosa parla questo film?
Il film inizia presentandoci Andy, un bambino che sta giocando con i suoi giocattoli, mentre manca una settimana al trasloco della sua famiglia. Il bambino parla con sua madre dei preparativi per la propria festa di compleanno e poi va a rimettere il suo giocattolo preferito, un cowboy di nome Woody, sul letto della cameretta; dopo che Andy se ne è andato, Woody prende vita e convoca tutti gli altri giocattoli per una riunione, visto che tutti loro vivono con ansia il compleanno del bambino, poiché hanno il terrore di essere rimpiazzati da altri nuovi giocattoli. Woody, per tranquillizzare gli amici, manda una pattuglia di soldatini in salotto, dove si nascondono dentro una pianta per spiare
la festa comunicando, tramite un walkie-talkie, ciò che viene regalato ad Andy. Tutto sembra andare liscio, ma, ad un tratto, la madre di Andy tira fuori da un armadio un regalo a sorpresa; non si riesce a capire che cosa sia. Si fa in tempo a capire solo che Andy sta per rientrare nella camera con i propri amici: tutti i giocattoli ritornano ai loro posti immobilizzandosi, mentre Andy butta Woody giù dal letto, mettendo al suo posto il giocattolo misterioso. Quando tutti i ragazzini sono usciti dalla stanza, Woody sale sul letto per vedere chi sia il nuovo arrivato: è Buzz Lightyear, un giocattolo spaziale superaccessoriato. Presto Woody si rende conto che Buzz è totalmente ignaro della sua vera natura ed è convinto di essere un vero Space Ranger, la cui astronave (in realtà la scatola che lo conteneva) sarebbe precipitata per sbaglio sulla Terra e necessiterebbe di essere riparata. Tutti i giocattoli rimangono colpiti dalle sue funzioni e accessori, ma Woody vuole far capire, sia a loro che allo stesso Buzz, che lui non è un vero Space Ranger ma solo un giocattolo e che quindi non può certo volare. Buzz accoglie la sfida: apre le ali, si lancia dal letto e comincia a rimbalzare su vari giocattoli nella stanza, dando l’impressione di poterlo fare. Passano i giorni e Andy preferisce sempre di più Buzz a Woody. Una sera il cowboy viene a sapere che Andy andrà a cena al Pizza Planet, e che la madre gli ha concesso di portare con lui solo uno dei suoi giocattoli. Disposto a tutto pur di riconquistare il suo posto d’onore e certo che Andy prenderà Buzz, Woody decide di nascondere il rivale facendolo finire dietro la scrivania in modo che Andy non lo trovi, ma il suo piano va storto e Buzz viene scaraventato fuori dalla finestra della camera finendo nel giardino. Gli altri giocattoli si convincono che Woody volesse eliminare il rivale, e si coalizzano per aggredire Woody. L’azione viene però interrotta dall’arrivo di Andy che, non trovando Buzz, decide di portare con sé Woody al Pizza Planet, salvandolo. Nel frattempo, lo Space Ranger sbuca da dove era precipitato e riesce a salire sul parafango dell’auto appena prima che parta. Woody prova a chiarirsi con Buzz, arrivato nel frattempo, ma tra di loro scoppia una rissa e, picchiandosi, i due finiscono fuori dalla macchina, che riparte senza di loro. I due riescono comunque ad arrivare al Pizza Planet e una volta lì Buzz vede un distributore di giocattoli a forma di astronave e ci salta dentro credendo che sia una vera navicella. All’interno del distributore Buzz fa conoscenza con dei piccoli alieni verdi di gomma. Woody lo raggiunge per evitare che si cacci in altri guai, ma sfortunatamente i due vengono prelevati da Sid, un bambino vicino di Andy di pessimo carattere che ama distruggere giocattoli per divertimento. Arrivati a casa di Sid, cercano di fuggire dalla stanza del ragazzino, pullulante di esplosivi e di giocattoli modificati o riassemblati in forme grottesche. Alla fine riescono ad uscirne, ma si trovano bloccati da Scud, il cane di Sid; per sfuggirgli si separano, e Buzz si rifugia in una stanza dove vede su un televisore la pubblicità del giocattolo di Buzz Lightyear, comprendendo finalmente la sua vera natura. Come estremo tentativo di capire la verità, tenta un volo lanciandosi dalla ringhiera delle scale, ma si schianta al suolo rompendosi un braccio. L’essere messo di fronte alla sua vera natura lo getta in una forte depressione. Nel frattempo Woody, dopo aver recuperato lo Space Ranger, decide di chiamare dalla finestra i suoi vecchi amici giocattoli nella camera di Andy, ormai pronti per il trasloco, per mostrargli che Buzz è ancora vivo ed è con lui. Purtroppo, per un malinteso, i giocattoli di Andy credono che Woody abbia eliminato Buzz facendolo a pezzi. Woody e Buzz vengono quindi abbandonati a loro stessi. La stessa sera il cowboy scopre che Sid ha deciso di far saltare in aria Buzz legandolo ad un grosso razzo, ma fortunatamente scoppia un temporale che costringe il ragazzino a rimandare il lancio. Woody, allora, elabora un piano con i giocattoli di Sid, dopo aver capito che, pur essendo orripilanti, in realtà sono di buon cuore, perché si sono avvicinati a Buzz e gli hanno aggiustato il braccio. Woody, dopo essere sceso in giardino, viene trovato in terra da Sid, che lo pone su un barbecue. Mentre il ragazzino sta per accendere il razzo a cui è legato Buzz, Woody inizia ad animarsi e parlare, minacciando Sid, e così tutti gli altri giocattoli. Sid fugge in preda al terrore. Buzz e Woody fuggono dall’abitazione di Sid giusto in tempo per veder partire Andy verso la sua nuova casa; riescono a raggiungerlo solo dopo numerose peripezie.

Non so in quanti di voi abbiano visto questo film. È vero, sta per compiere 24 anni, ma credo che sia uno dei migliori film d’animazione mai fatti in tutta la storia del cinema. E in più uno dei protagonisti è il mio giocattolo preferito, cosa chiedere di più? Che magari esca il quarto capitolo? Lo spero, però non so se riuscirei a godermelo appieno, non per demeriti della Pixar ma per una questione totalmente personale. Forse non tutti sanno che il doppiatore di Woody era Fabrizio Frizzi, ex-conduttore televisivo italiano scomparso qualche mese fa. Sicuramente il film se uscirà sarà bellissimo, come ogni film Pixar, ma credo che sentire lo sceriffo con una voce diversa di quella che ho sentito fin da bambino, mi farà versare qualche lacrima.


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