Un padre non deve arrendersi mai

Scritto da il 15 Febbraio 2016

Vittoria meritata quella degli Stadio al 66° Festival di San Remo.

Fin dal primo ascolto ho ritenuto la loro canzone una fra le più belle. Sono una fissata con i testi e ciò che ci possono dire in più sulla vita. Così a seguito della loro esibizione ho provato subito a ricercarne le parole e come non poter riflettere. Un giorno mi dirai, è un titolo che dice tutto. È un’affermazione che subito ti arriva dritta, ti lascia in sospeso, ti fa pensare.

Ho dato una prima lettura, una seconda e ancora non mi sono stancata di leggerlo. Quante perle ci ha regalato questa canzone? Cosa c’è di più bello della relazione tra un padre e una figlia, fra genitori e figli?

Inizia subito con una provocazione direi non scontata “un giorno ti dirò, che ho rinunciato alla mia felicità per te”. Beh … questo verso si spiega da solo. Un grande messaggio d’amore, un amore infinito che crescendo si apprende e dal quale non si può fare a meno.

Continua con il dire “ti dirò che ti ho voluto bene più di me”. Un padre che dona sé stesso, che mette davanti il bene per la figlia prima ancora del suo. Parole profonde, come profondo è il legame con il quale ci si lega a chi si prende cura di noi da sempre.

“Un padre che non deve piangere mai, che non deve arrendersi mai “. Il papà, l’uomo che le figlie vedono come un principe, come il loro eroe che potrebbe salvarle da tutto e da tutti e che per questo è una figura forte che non dovrebbe perdersi in lacrime, ma anzi combattere al loro fianco.

È da questa frase della canzone che inevitabilmente mi è venuto il collegamento con l’ultimo film di Muccino, “Padri e figlie”. Un lungometraggio che consiglio di vedere perché la dice lunga sulla famiglia, ma soprattutto sull’amore. Per chi non ne fosse al corrente narra la storia di Jake (Russell Crowe) un romanziere di successo (vincitore di un Pulitzer) rimasto vedovo in seguito a un grave incidente che si trova a dover crescere da solo l’amatissima figlia Katie, a fare i conti con i sintomi di un serio disturbo mentale e con la sua altalenante ispirazione. 27 anni dopo, Katie è una splendida ragazza che vive a New York: da anni lontana dal padre, combatte i demoni della sua infanzia tormentata e la sua incapacità di abbandonarsi ad una storia d’amore.

La trama fa già venire la pelle d’oca, ma come sappiamo Muccino è bravo in questo perché come dimenticare il film “La ricerca della felicità”, un’altra d’opera d’arte meravigliosa.

Concludo dicendo che la canzone vincitrice di San Remo è più che un capolavoro, invito chiunque a prenderla in mano, leggerla e aprire il cuore all’amore!

Ps: ti voglio bene papà !


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